Archivi del mese: marzo 2014

Mia Nonna

Ormai aveva fretta, non vedeva l’ora di andarsene. Non ho chiesto a nessuno di dirglielo, speravo lo sentisse e mi aspettasse. Volevo l’ultimo sorriso, volevo guardarla l’ultima volta, volevo farle l’ultima foto. Era la persona più malata e più sorridente che abbia mai visto, non aveva l’intestino e la forza di alzarsi da una vita ma quando mi vedeva le passava tutto, al massimo vedeva le rose e la madonna sul soffitto ma sorrideva, rideva e io le facevo la foto. Lei non vedeva l’obiettivo e forse non vedeva nemmeno me, ma rideva e io le dicevo che sembrava una scimmia. C’era piu bellezza tra me e lei in quei momenti che in tutta la settimana della moda. Mi chiamava don Giovanni delle donne, e mi diceva: «Su sì, giù no» perché non voleva che mettessi incinta nessuna.

_1430903 web
Sono andato a trovarla tutti i giorni che ho potuto e quando entravo fischiando e bestemmiando lei metteva in pausa dio e diceva: «Lu Giorgiu ete?». Non ci vedevamo per mesi ma appena sentiva il fischio preparava la dentiera. Con me rideva anche se non aveva forze per piangere. Mi faceva telefonare dalla Rosa tutte le domeniche e io in corso Buenos Ayres urlavo in dialetto perché lei non sentiva. Ha ricordato piu Di tutti I miei appuntamenti Di vita, era sul pezzo piu Di una segretaria.

C’era piu bellezza tra me e lei in quei momenti che in tutta la settimana della moda


L’ultima cosa che mi ha detto è stata che se ne stava andando, io le ho risposto di aspettarmi che l’avrei ammazzata io. Da ieri ho pianto più di sempre. Era ancora con noi ma io già piangevo, forse perché sapevo che questa volta non mi avrebbe aspettato. L’ho saputo mentre stavo bevendo l’acqua rubata in aereoporto, che se n’era andata. Non mi ha aspettato questa volta.
Pis, questa volta la vedrò morta. Troverò le lacrime di tanti che forse non hanno mai avuto la forza di ridere cosi.

Il giorno dopo

Oggi l’ho salutata prima del coperchio, ero solo con lei, è stato bello. Lei stava bene e io pure. Non ho mai trattato un morto come un vivo. La toccavo e la pettinavo e la baciavo, non faceva nessuna differenza da quando era viva.  Non sono frocio, è Che proprio era una turbo. E sono contento, ha fatto essere un po’ turbo anche me. Che bello. E poi una volta morti si sta bene. Niente tasse e niente rumore.

Giorgio Serinelli

Condividi

Per Medea

photo_19

Foto di Ray Banhoff

hai la faccia da marciapiede anni Novanta
hai la faccia da negra offesa
il latte, voglio vedere il latte che esce dalle tue Tette. Dalle. Tue. Tette.
Chi stai aspettando? Continui ad aspettare.
Si vede
Ah se tu aspettassi un figlio. Se potessi nutrire ciò che nutri per un figlio.
Ferma la goccia con una mano, senza malizia, leccati il dito, senza malizia, ridi, sputa, alza quegli occhi mentre godi e li bagni di saliva
il Tutto.
Volevi.
Volevi fare un film porno. Volevi finire sui rotocalchi. Volevi il tuo sudore di celebrità una notte
diversa
di suoni
e di archi
Chiariamoci: io ti immagino così: con un pareo che mi vieni ad aprire e butti la sigaretta in un vaso di terra bagnata che fa crescere orchidea
slavata
con un bikini rosa fluo e azzurro e sbuffi vedendo il mozzicone che si spegne e mi dici: vieni.
Chiariamoci: io ti immagino così: che sai di ho poco tempo a disposizione, scopami ora che dopo non avrò voglia, dopo non avrò tempo, dopo mi cadrà la pelle, il grasso, la vedi questa gamba, la vedi questa pancia, ecco cederanno
Cederà
la mia ansia, la mia frustrazione
Cederà
la mia bramosia, la mia lezione
d’integrità, di sazietà
E sarai una che si sveste, che male c’è?, che si sveste per noia e soddisfazione
Ti renderò madre e triste. Sarai madre. Sarai triste. Soprattutto quando
guarderai
la Tua foto, le Tue Tette
e ti asciugherai la goccia
e aspetterai il latte

sempre tuo

 

William Paradoxal

Condividi

Il corpo delle donne

Femminista è una parolaccia che relega chi se la prende in uno stanzino polveroso, dove nessuno vuole stare e dove soprattutto non si GODE. Non è vero niente. Lorella Zanardo combatte la Nostra guerra Santa.

Alla fine l’unica cosa da cui il nuovo femminismo e le manager della propria figa riescono a emanciparci è il nostro CORPO. Senza il nostro corpo intraprendiamo il percorso di finta emancipazione che ci tocca oggi per essere considerate moderne, che è un percorso verso gli stereotipi maschili. Più riusciamo a liberarci della nostra femminilità, più in qualche modo ci sentiamo libere da tutte le donne prima di noi. In realtà siamo solo libere di essere uomini mancati. Comunque abbiamo quest’enorme fortuna che è il nostro corpo. Perdiamo sangue e questo ci aiuta a rimanere in contatto con quello che siamo.

Lorella Zanardo_foto Laura Albano

Più riusciamo a liberarci della nostra femminilità, più ci sentiamo libere. In realtà siamo solo libere di essere uomini mancati

Emancipate dal nostro corpo, dal sacrificio e da noi stesse non ci siamo più. Vittime di un processo di SEMPLIFICAZIONE. E così compiacciamo gli uomini almeno? No. Gli uomini si sentono soli, stanno di merda, sono disorientati. L’idea di una donna senza utero è fortissima, è violenta. E gli uomini si difendono come possono, ci scherzano su. Possono gli uomini che si difendono dirci CHI SIAMO? No, non lo sanno. Lo sappiamo solo noi.

Anna magnani diceva, alla truccatrice «Lasciami le rughe, ci ho messo una vita a farmele» e diceva anche«Io sono una stronza, io dovevo nascere contadina nell’agro romano, fare tredici figli, sì, scodellare figli a mio marito e ogni volta che aprivo bocca quello mi riempiva la faccia di schiaffi. Questo era il personaggio mio, per essere vera con la mia natura. E dovevo far così. Invece mi son messa a far l’attrice, sono diventata Anna Magnani e sono stata un’infelice per sempre».

Il corpo femminile appare totalmente frainteso, un corpo che nella sua verità è un MEDIUM che nella sua verità è pura mistica, nella sua rappresentazione più venduta è totalmente bidimensionale, è un luogo, non più IL luogo. E quando il corpo non è più centrale quando non è più SACRO il piacere inizia ad abitare solo la nostra testa – e siamo tutti vittime dell’Idea. Carlo Maria Martini, vero Dottore dell’amore, diceva che il desiderio abita sempre più le nostre menti e sempre meno il nostro corpo. Lontane dal nostro corpo, siamo oggi lontane mille miglia dalla nostra verità, dalla nostra felicità.

Anna Magnani diceva: dovevo scodellare figli e farmi riempire la faccia di schiaffi da mio marito. Invece ho fatto l’attrice e sono stata un’infelice per sempre

Lorella Zanardo rimette al centro il CORPO delle donne, si occupa della sua rappresentazione in tv, sui manifesti, nella rete. È femminista e nonostante questo sembra goda molto. Perché nella liberazione della Zanardo il corpo è centrale. E quando la chiamo per fare due chiacchiere la verità più grande che mi scuote è ancora quella del suo corpo: è afona, è ammalata – a causa della disumanità dell’aria condizionata dice. E nonostante questo sta al telefono con me 40 minuti. Grazie Dio di averci mandato una Giovanna d’Arco perché questa causa ha tanto bisogno di martiri.

Come l’aria condizionata sparata addosso alla gente quando non fa caldo, la comunicazione che SEMPLIFICA le donne senza che ce ne sia bisogno è disumana. Guardare il suo documentario Il Corpo delle Donne fa male al cuore. Stiamo quaranta minuti al telefono assieme e mi dice quello che già sapevo dopo aver letto i suoi libri e visto il documentario – ovvero che la tv BISOGNA guardarla perché in Italia la guarda il 98% della popolazione – non è vero che ormai si usa solo internet, che in tv non ci sono più le donne e la loro diversità, anche perché oggi la MISERIA della Rai non conosce confini. I ragazzini, che sono lasciati da soli ad affrontare questa pochezza, dove non trovano riferimento negli Uomini adulti che conoscono, lo trovano in quegli uomini vecchi e miseri in giacca e cravatta accanto a ragazze nude e mute. Mi racconta di ragazzini pornodipendenti a tredici anni. C’è il dolore e il disagio di una generazione che trova il seno delle coetanee piccolo e poco tonico rispetto alle protesi del porno. Fa male. Gli intellettuali ridono. Sono tempi difficili mi dice, dobbiamo ascoltare noi stesse, dobbiamo trovarci per non essere “uno e la brutta copia di quell’uno”. Ma è difficile.

Il desiderio abita sempre più le nostre menti e sempre meno il nostro corpo. Lontane dal nostro corpo, siamo oggi lontane mille miglia dalla nostra verità

La cosa che amo di più di Lorella Zanardo? Il fatto che dica che l’Ideologia NON è una virtù. Che l’Ideologia è castrante. Dice che ANTONIO RICCI, ideatore di Striscia e Drive In, HA RAGIONE quando afferma che la sinistra che si esprime attraverso giornali come L’Espresso comunica un pensiero misogino quanto Mediaset.

Tra i primi nemici della rivoluzione anche certi intellettuali di sinistra che non guardano la tv ma in compenso leggono L’Espresso, una rivista che ha in copertina una ragazza in costume che dice UN TUFFO NELLA CRISI. Sono queste persone totalmente scollegate dalla realtà del paese. Le vittime che non ti aspetti sono gli uomini: ridono, ridono e sono sempre più soli.

D’altronde non si può avvicinarsi alla carne come se fosse rappresentazione. Osservare la realtà non basta, è necessario amarla. E’ necessario com-patire e Riconoscersi. La stessa, proprio la stessa, pietà che salva le donne salva anche gli uomini. Povere noi, poveri loro. Che abisso, che solitudine. E il nostro amore? E il loro bene? Cosa c’entra la morale, non c’entra niente. E cosa serve sfregiare la morale, immergersi nell’orrore con la tuta da palombaro chiusa bene, osservare la merda e dire di “vedere”? Niente.

Ognuno ha la sua rivoluzione. La rivoluzione è personale. La mia è arrendermi e deporre le armi. Tenere a bada la mia arroganza la mia prepotenza la violenza. Rinunciare alla mia smania di dominio, fare un sacri-ficio, fare-cose-Sacre. Ognuno ha la sua rivoluzione. La tua rivoluzione è non diventare tuo padre? L’importante è che sia una rivoluzione d’amore.
Il corpo di Lorella Zanardo è totalmente al servizio della causa. E mi sembra una cosa grandiosa. Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma le FIGLIE dell’uomo non hanno dove posare il capo.

Bianca

Condividi

I Discorsi dei Re

La stesura del Discorso per la notte degli Oscar rappresenta una parte fondamentale nella vita di ogni lavoratore nel cinema.
A partire da una lista per punti sul retro di uno scontrino fino all’ “academy_speech.txt” fisso sul desktop del computer, il Discorso si evolve in una grande opera che cita figure di riferimento che vengono via via aggiornate, contiene ringraziamenti a diversi luoghi che tracciano i propri spostamenti, rappresenta abbracci a collaboratori e familiari che finiscono talvolta nel mandare solo un saluto verso il cielo.

Capita però che una volta saliti sul palco il Discorso originale venga messo da parte e si trasformi in un grande polemica contro il sistema (0:40):

O in un intenso shock (0:57):

O in una filippica in due lunghe parti sconnesse ma con un forte filo conduttore (da 1:49):

O in una sola parte finale:

O che il Discorso sia pronto all’uso, ma nell’unica occasione nella vita in cui sia concesso di usarlo grazie a un’opera che ha raccontato il proprio amore per il cinema, sia il mondo del cinema stesso a non permetterne l’utilizzo (da 4:28):

Delbert Grogan

Condividi

Tag

In memoria di Lucio Dalla

Tafarno disegna Tricarico che sogna Lucio Dalla

Un Lucio Sogno, racconto di Tricarico

Francesco: «Lucio cos’è successo?»

Lucio: «È andata così Francesco… Non puoi fare niente tu ne tantomeno io, era nell’ordine delle cose. L’ordine era: smettere di fare e pensare. Chi avesse infranto il protocollo sarebbe stato fatto fuori».

Francesco: «Perché?»

Lucio: «Affinché non ci fossero più modelli a cui tendere, esempi per cui valesse la pena migliorarsi, sognare, evolversi, cercare di capire… studiare. Ognuno doveva addirittura pensare di essere meglio dei modelli e degli esempi (tanto erano bassi e infimi) imposti o esposti affinché rimanesse com’era e non creasse alcun problema…»

Sveglia. Drin . Drin .

Francesco: (si sveglia)

(pensa) «Merda ! Non mi   ricordo mai i sogni».

[Redazione]: Per questo post abbiamo avuto il piacere di far collaborare due grandi Franceschi: Tricarico, il pittore e cantautore scapigliato, antiordinario, quello di Puttana la maestra, Io sono Francesco, Voglio una vita tranquilla, e Venturi, alias Tafarno, talento sardo visionario e citazionista di stanza a Roma.

Francesco Tricarico

Condividi

Opinione clandestina di Alan Durazzo

Alan Durazzo è arrivato con il barcone sulle coste italiane nel 1999 circa. Di lui si sa poco, molto poco: viveva a Milano fino a poco tempo fa ma adesso è sparito dalla circolazione. Gira voce che sia ancora in Europa, magari in Francia. Durazzo è un cane sciolto, per diverso tempo ha scritto status in un italiano sgrammaticato su Facebook. Potevamo fare queste domande ad Alessandro Piperno, Michele Serra, Gramellini, Giuseppe Genna… ma siamo convinti di avere risposte più esaurienti da un uomo che non ha niente da perdere.

Che ne pensi della serie tv True Detective?

Non ho piacere di guardare la televizione. Però se ci sono bele fiche e colteli e sparatorie alora mi piasce. Ma mia bastano anche le fiche e bassta.

Che ne pensi delle macchinette VLT nei bar?

Madona manaia!!! Senssa vlt ora io cosa farei? Mi danno da vive io può andare a rapinare cinese di merda che sta tutto giorno a giocare a machineta. Io lo aspeto fuori di bar loreto e poi gli rubo bottino. Troppo sciemi I cinesi.

Che ne pensi di Matteo Renzi?

A me piace mateo. Perchè è miscio di Silvio. Il più grande, lui ha inparato da silvio ha chiesto a silvio permeesso senno’ col cazzo. Però come a silvio a nessuno piasce la fica come a lei. A me a miei amici ci piace la femmina. Come uomini veri.

Che ne pensi della situazione in Ucraina?

Io penso che tanti misha si danno tante coltelate e sparano a schiena e questo no è belo. Però amici russi ora vanno li a mettono a posto tutto, come sempre gli piasce fare. Poi dopo tutto risolto lo so perchè anche a Albania mio paese ci sono passati grandi di europa e anno messo tutto apposto infatti ora Albania belo paese tranquilo. Magari ti rubano forgone ma se mi chiedi a me io te lo ritrovo presto. Mi dai scinqunta euro.

Che ne pensi dell’oscar a La grande Bellezza?

Visto a cinema. Ho amico chef a maschera mi fa entrare a cinema. Alora mi piasce tanto grande bleza perchè sce’ tante scene di feste gente che balla e nani e fenomeni di baraccone che a me fa ridere tanto e poi ci sono gente che sono I miei miti tipo chef anno la bamba. Poi sai io conosco dop di film grande beleza e mi ha detto che lei ha copiaato la fotografia degli studi di merda ani 90 mediaset parodizzandola. cAzzo vuol dire parodizzare? Boh.

Greeks-work-to-Albania

Che ne pensi della festa delle donne?

Boh senti a durazzo no si festegia festa dewlla dona perchè poi iniziano a fare le putane e pensare che posono fare quelo che vogliono e invece no devono fare quelo che vuole noi uomini è la legge della natura anche dio ci ha creati cosi è come se singharo vuole diventare presidente di repubblica no è possible dio aveva deto no girtano non può Ma qui in Italia va bene che festa dona viene fatta così io posso andare I giro magari mene scopo qualcuna. Belle fighe italiane.

Che ne pensi della condanna di quattro mesi a Beppe Grillo?

Boh io non seguo politica perà grilo parla parla e non fa un cazzo.

Guarda tigre arkan lui sempre zitto (e moglie bel topa) ma poi ha fatto tante bele cose. Però se lo hano condannato per puttane allora lo assolvo io. Ma 4 mesi amico cosa sono? Ah ah ah io fatto mezza vita in galera e li ho conosciuto tanta bela gente. Guarda anche mi simpatico tattoo!!! FAtto da amico russo.

Che ne pensi del terzo scudetto di fila alla Juve?

Che pale. Rotto cazzo juve di merda. Però tifosi simpatico goliardi quando ofendono persone morte cosi’ per scherza!!! Quando fanno merda a portiere aversario che tira balone. E poi mi piasce quando fano versi di scimmia a giocatori di afrika. E’ spiritoso!!!

Quale è l’ultimo libro che hai letto?

20 minuti a cesso di cimiano.

Cosa fai nel tempo libero?

Che domande? Nel tempo libero vado a bere bira euro che ride. Con amisci, andiamo tutti insieme a fare scherzi a magreb a stazione centrale. Vuoi sapere mio scherzo preeferito? Facio gavettone di piscio e merda di camerata Bajuk, quelo grosso sai?

Finisce sempre a coltelate, perchè loro no spiritosi. Poi a fine serata tutti a puttane!!! C’ho amisco magnaccia che offre.

Che ne pensi dell’arresto di Vladimir Luxuria in Russia?

Ah ah ah. Andata bene a lei che no era a Albania. Davero.

Che ne pensi dell’acquisizione di Whatsapp da parte di Facebook?

Groso problema perchè disce costa ora 80 cent per mandare messaggio a patrioti e amici. Co 80 centesimi ci bevo 20 bire euro che ride. Madona manaia!!!

Che ne pensi delle poetry di Moreno Pisto?

Alora sincero io no capisce mai un cazzo di quelo che scrive quelo. Ogni tanto trovo parolaccia e quela fa ridere. Però lei obligatorio di scrivere sempre in fila che ci vuole 10 pagini per fare una poesia e io leggo internet a intrnet point di pakistano e poi prima di finire poesia ariva sempre sporco bangla che vuole mi vuole cacciare. E finsce sempre a caserma di polizia e mi aprestano e pakistano con ciabatta no perchè amico di pula infame!!!! Loro amisci di polizia lo sai? Loro fa spia!!!

Cosa ne pensi del GF?

Be io paura di GF sempre ferma perchè dice io spaccio droga.!!

No del grande fratello non della gf…

AH AHAHAHAH IO no avevo mica capito. Be gf prima era bello quando c’era taricone e mascia la puttana. Ora tutti uguali poi pieno di froci a me non piasce vedere gente deviata io voglio solo vedere belle fiche a tv. A cosa serve la tv?

WNR

Condividi