Archivi del mese: gennaio 2014

Lezione su Burroughs #1

Ashley Pole era un affarista, ex militare, fissato con la vita all’aria aperta e il coraggio fisico. Quando comprò un ranch dismesso, colpito dalla sua totale bellezza, aveva già in mente che cosa farci. Quel ranch divenne la Los Alamos High School, una scuola per giovani ragazzini annoiati dell’est che proponeva un nuovo metodo di studio: esercizio fisico e vita all’aria aperta. Piccoli Rambi acculturati che avrebbero mangiato la pappa in testa ai loro futuri colleghi della classe dirigente. Perché è importante avere una intuizione, ma negli affari è ancora più importante saper uccidere la preda. Non fu difficile per Pole trovare un buon direttore, si trattava di uno dei giardinieri del ranch. A. J. Connel, irlandese, ex guardia forestale, conosciuto per avere con se un gruppo di hombres che rispondevano al suo comando, girava sempre con un Luger carico ed era omosessuale. Di preciso bramava i ragazzini, che chiamava sciommioni o gorilla senza pelo. A Los Alamos non esistevano le chiavi delle porte e Connel era famoso per fare irruzione di notte e sorprendere gli alunni che si masturbavano. “Ti ho colto in fallo!” diceva. Colto in fallo. Oppure, “te lo sei menato fino a schizzare lontano?”. Quando lo chiese a Burroughs, allora sedicenne, il timido alunno non disse niente ai genitori, perché sentì un silenzioso e profondo sentimento di complicità.
Nel periodo di Los Alamos Burroughs capisce un sacco di cose. Agli altri non piace, lo evitano appena possono. Diventerà come Kid Carson (“Non mi piace, sembra un cane ammazza pecore” dice uno dei personaggi del libro), il protagonista di Strade Morte, giovane cowboy alieno che viaggia nel tempo facendo saltare teste e scopando piccoli cinesi sottomessi. A Los Alamos il giovane Bill ammette a se stesso di essere gay. Si innamora del compagno di stanza, che cattivo come solo un adolescente può essere cattivo, lo tortura e non si concede. Non riesce a mettere in pratica il suo mondo interiore e quindi comincia a cercare di modificarlo, così come farà con la letteratura che userà come arma per riscrivere la realtà. A Burroughs sono sempre piaciute le pistole. Per difendersi anzi tutto. Difendersi da chi? Da cosa? Dalla realtà. La minaccia è invisibile ma reale. E sempre lei il nemico giurato, perché insozza tutto di reale, lo costringe, lo svilisce. Ed ecco che a sedici anni Bill inizia il suo viaggio interiore nell’alterazione. Una sera Burroughs entrò in una farmacia e acquistò del cloroidrato, una sostanza che assunse per entrare in uno stato di alterazione. È un episodio fondamentale perché fu la prima volta che assumeva sostanze di proposito. Tornò a scuola barcollante, smostrato, seminando il panico tra studenti e docenti. Scrissero a casa, Bill non rigava mai dritto. Era bravissimo secondo l’insegnante di inglese ma al tempo stesso privo di qualsiasi schema razionale, dispersivo, astratto, non inquadrabile. Non voleva nemmeno mai fare sport. Era già Burroughs.

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Bosworth, era uno di quelli insegnanti che pareva avercela con Billy. Insegnava ginnastica. Una mattina Billy e gli amici prendono di mira un nido di vespe, Billy fu punto quattro volte. Sapeva che Bosworth aveva degli antidolorifici potenti nella sua cassetta di emergenza ma quando ne chiese uno si prese solo un’occhiataccia. Billy non era uno che passava sopra questo genere di cose e la mattina dopo fece trovare una sorpresina alla classe che si presentava alla lezione della prima ora: impiccato al soffitto un boy scout di gesso rubato in corridoio con su un cartello che diceva “Bozzy-strega che tu sia dannato”. Non ci volle molto a capire chi era stato. Connel non espulse Burroughs solo perché Bosworth era stato denunciato per molestie su un ragazzo. Cercarano di insabbiare tutto. Burroughs riuscì comunque a farsi espellere scappando di notte e facendosi beccare a passeggio con una prostituta messicana alle quattro del mattino. Finalmente era libero da Los Alamos.

La cosa interessante è che Los Alamos venne smantellata e venduta ai militari. Divenne il luogo dove si progettò Little Boy, la bomba atomica che distrusse Hiroshima. Divenne una fabbrica di teste di uovo. Per Burroughs l’avvenimento più importante e lancinante della storia non è la nascita di Cristo, ma lo sgancio della prima bomba atomica. È un evento di cui parlerà più o meno sempre in tutti i suoi romanzi, un episodio di cui scriverà anche inconsciamente per tutta la vita. La coincidenza karmica di essere stato in conflitto con Los Alamos non fa che metterlo ancora una volta in una posizione di scontro con l’autorità costituita, con la politica, con i militari. Non esiste il caso nella concezione del mondo di Burroughs ma solo una serie di eventi scritti nel passato e nel futuro che si incrociano tra di loro e ci portano a spasso nel tempo. Ognuno compie il suo destino. In una scuola maschile con schemi da massoneria militare, il giovane Burroughs come il giovane Törless di Musil, deve difendere la sua omosessualità e la sua opposizione alla pochezza umana. Una battaglia che vincerà forse solo da postumo o negli ultimissimi anni della sua vita. Sempre se l’ha vinta. La cosa interessante è che lo stesso episodio diventa il centro del primo romanzo di formazione di Musil, è per Burroughs un capitolo che chiude quasi la sua produzione letteraria ormai a settanta anni. Strade morte fa parte di una trilogia autobiografica che inizia con Le città della notte rossa e si chiude con Terre occidentali. Kid Carson, l’allegorico Burrughs-cowboy, viene fuori quando l’autore è già considerato uno degli scrittori americani più importanti di sempre, la beat generation è finita e Burroughs è ormai vecchio, povero, reduce dalla morte del figlio e fissato con l’idea della sua stessa morte. Come in Kafka, che Burroughs ha sempre ritenuto un maestro, e come nella letteratura del Novecento e oggi stesso, gli edifici del Potere sono le sedi dell’annichilimento umano, della reclusione, del sortilegio, i luoghi in cui si decidono le sorti del mondo e si sacrificano gli agnelli puri agli Dei pagani, così Los Alamos è una delle tante rappresentazioni archetipiche del potere Nero. Il luogo del degrado che forma uomini del degrado. Il luogo in cui si opprimono, si censurano, si violentano i giovani. Il tempio di una America che sputerà fuori dai suoi confini William Burroughs tossico, ricchione e ladruncolo come carne marcia. Chiudiamo su Connel, che aveva dedicato tutta la sua vita alla scuola: morì un anno dopo il pensionamento, ormai privo di uno scopo per continuare. Gli avevano staccato la presa d’energia.

Ray Banhoff

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Burroughs Gallery #1

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